NFRD vs CSRD: cambiamenti chiave, requisiti e strategie di preparazione
Il passaggio dalla Non-Financial Reporting Directive (NFRD) alla Corporate Sustainability Reporting Directive (CSRD) segna un cambiamento profondo nel reporting di sostenibilità nell’UE. La CSRD non si limita ad ampliare il perimetro del reporting; ridefinisce anche chi deve riportare — e come. Capire questi cambiamenti è critico per prepararsi in modo efficace.
Compliance ampliata sotto la CSRD
Sotto la NFRD erano obbligati a riportare solo i grandi enti di interesse pubblico con più di 500 dipendenti — società quotate, banche e assicurazioni. La CSRD va significativamente oltre:
Tutte le grandi imprese: include qualsiasi grande impresa — indipendentemente dal fatto che sia o meno di interesse pubblico. « Grande » significa soddisfare almeno due dei seguenti criteri — più di 250 dipendenti, oltre 20 milioni di euro di bilancio, oltre 40 milioni di euro di fatturato netto.
Imprese quotate su mercati regolamentati: la CSRD si applica a qualsiasi impresa quotata su un mercato regolamentato — eccetto le microimprese. Questo allarga in modo significativo il gruppo delle imprese tenute al reporting.
Imprese extra-UE: anche le imprese non UE con 150 milioni di euro di fatturato netto nell’UE e almeno una controllata o filiale nell’UE rientrano nella CSRD.
Cambiamenti chiave e loro implicazioni
Perimetro del reporting: la CSRD richiede report nettamente più dettagliati su temi di sostenibilità — dal cambiamento climatico ai diritti sociali e alla governance. Le aziende ora devono riportare come i temi di sostenibilità impattano sul loro business — e viceversa.
Qualità e profondità dell’informazione: la CSRD pone un’enfasi particolare su qualità, coerenza e comparabilità delle informazioni di sostenibilità. Significa dati più dettagliati e affidabili rispetto a quelli richiesti sotto la NFRD.
Formato digitale e accessibilità: la CSRD introduce un « single electronic reporting format » — gli stakeholder possono recuperare, confrontare e analizzare le informazioni di sostenibilità più facilmente.
Assurance del reporting di sostenibilità: a differenza della NFRD, i report CSRD devono essere sottoposti a verifica per garantirne l’affidabilità. Questo dovrebbe alzare in modo significativo il rigore e la precisione del reporting.
Prepararsi alla compliance CSRD
Valutazione e gap analysis: le aziende dovrebbero confrontare le proprie pratiche di reporting attuali con i requisiti della CSRD per identificare i gap.
Rafforzare la raccolta e la gestione dei dati: sistemi robusti di raccolta e gestione dei dati sono indispensabili davanti alle richieste di dettaglio e affidabilità della CSRD.
Formazione e capacity building: formare i dipendenti sui requisiti della CSRD è critico per un rollout di successo.
Coinvolgere revisori e advisor: una collaborazione precoce con revisori e consulenti di sostenibilità porta best practice e accelera il processo di compliance.
Soluzioni di tecnologia e software: investire negli strumenti giusti aiuta a gestire, riportare e revisionare i dati di sostenibilità in modo efficiente.
Engagement con gli stakeholder: una comunicazione proattiva con investitori, clienti e dipendenti sulle pratiche e sul reporting di sostenibilità costruisce fiducia e trasparenza.
In conclusione
Il passaggio da NFRD a CSRD è più di un cambiamento normativo — rappresenta la transizione verso un mondo aziendale più sostenibile e più trasparente. Chi capisce chi è nel perimetro, cosa cambia e come prepararsi non solo mette al sicuro la compliance, ma dimostra anche un impegno verso un futuro sostenibile.
Fonti
BDO USA, « Comparison of Draft CSRD to NFRD Requirements ». Leggi di più
Grant Thornton, « CSRD reporting: What you need to know ». Leggi di più
ESG Enterprise, « NFRD vs. CSRD: What are the differences? ». Leggi di più
BeCredible, « Understanding the EU Taxonomy: Differences between NFRD, CSRD, and SFDR ». Leggi di più

